AIUTARE I BAMBINI CHE HANNO PAURA

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AIUTARE I BAMBINI CHE HANNO PAURA

Aiutare i bambini che hanno paura

 

La paura è uno stadio naturale dell’età evolutiva.

Una fase particolarmente caratterizzata dalla paura è quella collocata tra i quattro e i sei anni, in quanto il bambino impara a pensare più profondamente e sviluppa un’immaginazione più vivace.

A volte le paure e le preoccupazioni dei bambini possono non rappresentare solo una fase transitoria, ma diventare un vero e proprio modo di stare al mondo.

Per questi bambini vivere è uguale ad un  tormento costante e non hanno idea di cosa possa significare uno stato di tranquillità oppure di spensieratezza. Questi bambini sono sempre spaventati e percepiscono il mondo come qualcosa di minaccioso e pericoloso. Tale  percezione si accompagna ad una terribile sensazione di impotenza, in cui lui si sente indifeso e pertanto invaso dalla angosciosa sensazione di non poter fare nulla per mettere fine a ciò che vive.

I bambini spaventati sviluppano delle grandi risorse nell’evitare le situazioni in cui potrebbero venire risucchiati dalla paura, e per questo si tirano indietro e fuggono di fronte a situazioni percepite come minacciose e pericolose.

Alcuni, mettono in atto un vero e proprio ritiro emotivo ed espressivo, cercando di difendersi, in questo modo, dalle richieste del mondo esterno; altri si rifugiano in un mondo fantastico di amici immaginari, in cui riescono a sperimentare conforto e affidabilità; altri  scelgono di nascondersi dal mondo reale chiudendosi nella propria camera in compagnia del computer (strumenti, per loro, molto più prevedibili delle persone). Altri bambini ancora, scappano addirittura di casa o da scuola, perché sono luoghi troppo colmi di difficoltà, impossibili da sostenere e affrontare.

Questi sono tutti tentativi che il bambino spaventato mette in atto alla ricerca di quello stato di pace interiore che nemmeno in queste circostanze, però, riesce a raggiungere.

Molti bambini catturati dalle grinfie della paura, non sanno neanche che ciò che provano è paura, sentono solo il forte desiderio di sfuggire a quella sensazione, di evitare nuove situazione o di evitare qualsiasi cosa.

Nel mondo animale, la fuga è un meccanismo di sopravvivenza ed è assolutamente sano e ragionevole fuggire, ma nei bambini, quando la fuga diventa una risposta alla vita, utilizzata in maniera prevalente, spesso anche in assenza di un vero e proprio pericolo, allora tutto ciò assume le caratteristiche di un processo dannoso per l’individuo in crescita.

In questo atteggiamento evitante ciò che succede è una perdita di possibilità arricchenti che riguardano i vari aspetti della vita, come le relazioni con gli altri, le esplorazioni, il divertimento e le esperienze che lo aiutano a formarsi e a procedere verso le altre tappe evolutive.

La paura, in un bambino, può uccidere la voglia di giocare, la spontaneità e la creatività e questo ha degli effetti importanti anche sull’apprendimento.

Una mente spaventata, infatti, investe tutte le sue energie a tenere alta la guardia e non c’è spazio per la curiosità e per la scoperta.

La paura ha effetti negativi anche sulla capacità di pensare dei bambini, creando un drammatico abbassamento del funzionamento intellettivo.

Tutti i bambini hanno bisogno di essere aiutati ad affrontare le loro paure e le loro preoccupazioni.

I bambini che non vengono aiutatati a pensare, a sentire e riconoscere le proprie paure, creeranno dei sintomi fisici oltre a tutti gli atteggiamenti/reazioni disfunzionali sopra descritte.

Controllare la paura attraverso dei sintomi significa poter sviluppare disturbi del comportamento alimentare, fobie, ossessioni, mutismo selettivo, preoccupazioni, incubi notturni, enuresi, encopresi e vomito.

Un altro aspetto su cui porre attenzione è che i bambini spaventati, solitamente, non chiedono aiuto, ma tendono a fare tutto da soli, anche le cose più difficili, come quando, ad esempio, sono vittime di bullismo e non ne parlano con nessuno.

Molti adulti non immaginano neanche che un bambino possa provare ansia perché l’idea che si ha dell’infanzia è quella di un periodo spensierato e privo di preoccupazioni o ansie.

La prima cosa da fare con i bambini spaventati è aiutarli a verbalizzare la propria paura.

Per stimolarli a portare fuori il vissuto angosciante può essere molto utile rinforzare l’aspetto coraggioso che caratterizza il parlarne con un adulto, rinforzare  l’idea che ha dei diritti, che c’è una grandissima differenza nell’affrontare una cosa che lo spaventa insieme a qualcun altro, che è possibile fare qualcosa anche quando si prova paura, che è bello condividere con qualcuno ciò che si prova perché dà una bella sensazione di leggerezza e rinforzare in lui l’idea che tutti sbagliano, anche gli adulti ,ma che c’è sempre una soluzione.

Passare al bambino tutti questi messaggi può essere fondamentale per creare quella struttura emotiva che gli permette di affrontare, sin da subito, la paura con degli strumenti, sotto la guida di un adulto che oltre a fornirgli delle possibilità di gestione funzionale dei propri vissuti, gli insegna in questo modo che condividere e affidarsi agli altri è possibile e utile.

 

Dott.ssa Valentina Romeo

Psicologa, Psicoterapeuta

valentinaromeo2002@gmal.com

www.obiettivobenessere.org

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