Ridere come rimedio all'ira

 

Alla volte, dopo aver perso la pazienza, ti sarai giustificato dicendo che “E’ semplicemente umano” oppure “ se la tengo dentro e non mi sfogo, mi viene l’ulcera”. È probabile, però, che l’ira sia una parte di te che non ti piace. Inutile dire che non piace nemmeno agli altri. Dire che adirarsi è “semplicemente umano” non è vero. La verità è che non hai alcun bisogno dell’ira ed essa non risponde ad alcuno scopo che abbia rapporto con la serenità e la soddisfazione di una persona. L’ira è una forma di influenza psicologica che è capace di tormentare al pari dell’influenza fisica. L’ira è una reazione paralizzante che il soggetto vive ogni volta che le sue attese non vengono corrisposte. L’ira oltre ad essere un’abitudine è anche una scelta. È una maniera appresa di reagire alla frustrazione, comportandosi come non si vorrebbe. Portata agli estremi diventa una forma di follia. Quando ti adiri e perdi il controllo sei temporaneamente pazzo. L’ira è debilitante sia sul piano fisiologico che psicologico. Provoca infatti stati di ipertensione, ulcere, cardiopatie, così come su un piano psicologico distrugge i rapporti affettivi, determina senso di colpa, depressione, ed è sempre un grosso inconveniente.

Qual è quindi l’antidoto all’ira?

Saper ridere!

È impossibile essere adirati e, contemporaneamente  ridere. Queste due azioni si escludono a vicenda e tu hai la possibilità di scegliere l’una o l’altra .

Una delle caratteristiche più notevoli delle persone sane è il loro spirito dell’umorismo senz’ombra di ostilità.  Ridere e imparare a osservare con distacco l’incongruenza di quasi ogni situazione della vita, sono eccellenti rimedi all’ira. Che tu rida o ti adiri non cambia di molto le cose, l’unica differenza è che, se ridi, il tuo tempo si riempie di felicità, se ti adiri, lo sciupi a tormentarti.

 

Dott.ssa Valentina Romeo