pettirosso e fine del mondo

 

Da alcuni anni ormai mi reco nel mio orto giardino,   non solo per coltivare  ortaggi e verdure che esprimono nei loro colori e sapori quelli della natura – che gli abitanti delle metropoli hanno dimenticato- ma soprattutto per ritrovare un contatto vero e tenace con la terra, la nostra Madre Terra. Durante il tempo trascorso in questo luogo agreste, in cui ho la possibilità di stare con me stesso aprendo quei sommessi ed atavici canali di comunicazione che ci permettono ancora di cogliere il palpito della Vita, anche nelle sue manifestazioni meno evidenti,  sono stato spesso gratificato dalla compagnia di un uccellino: un piccolo, timido pettirosso dagli occhi vispi ed intelligenti  attenti ad ogni mio movimento. La sua presenza mi è così gradita che cerco di non spaventarlo con gesti bruschi, e mi allontano periodicamente dalla terra smossa onde permettergli di nutrirsi degli insetti con  i quali si sfama.

Ogni tanto, osservando questo piccolo e simpatico esserino, mi sono ritrovato a pensare all’uso che ne fanno a Cipro, dove “il pettirosso viene cucinato sotto aceto e costituisce il piatto nazionale –  l’ambelopoulia – il piatto tipico di uccellini ciprioti”. Secondo Birdlife international, questa nefasta consuetudine determina la morte di almeno un milione di piccoli uccelli nel solo mese di settembre. E’ assolutamente criminale!

Purtroppo nell’anno appena trascorso, ed in questo 2013, non ho ricevuto ancora la visita del mio piccolo amico pettirosso. Che sia anche lui finito nell’assurdo piatto nazionale cipriota? Intanto noi tutti, facendola in barba al calendario Maya, siamo sopravvissuti alla catastrofe mondiale pensando che sono solo fandonie di antichi sacerdoti in cerca di timore reverenziale, come sanno talvolta  fare i sacerdoti di ogni tempo e luogo. Mi chiedo però  se sia stato davvero così, oppure se – più verosimilmente – la catastrofe planetaria abbia avuto inizio con la presenza dell’uomo sulla terra, e di conseguenza debba continuare  fino alla fine dell’uomo.

Le precedenti catastrofi astrali, accadute milioni di anni fa, ci hanno insegnato che la vita sul pianeta è sempre continuata sviluppandosi in armonia con l’ambiente. Per evitare la distruzione della razza umana, gli uomini dovrebbero invertire il loro comportamento tornando a vivere in armonia con tutto ciò che li circonda e dal quale traggono il proprio sostentamento e, ricordarsi ciò che era scritto nelle tavole esmeraldine: ”ciò che è nel grande è nel piccolo e ciò che è nel piccolo è nel grande”.

La lezione è molto semplice: stiamo attenti a non compromettere ciò che ci sembra piccolo ed insignificante; la fine di una piccola  cosa ci potrebbe infatti portare alla fine di grandi cose, compreso il nostro pianeta.

 

Italo Strazzullo